Nota di Credito

In seguito all’emissione di una fattura, può capitare si dover rettificare in diminuzione, mediante l’emissione di una nota di credito, l’ammontare imponibile e l’imposta addebitata, ma non sempre questa operazione è ammissibile ai sensi dell’art 26 del DPR 633/72.

L’emissione della nota di credito è ammessa, a pena di nullità, entro 12 mesi dall’effettuazione dell’operazione imponibile, ai sensi del comma 3 dell’art 26 del DPR 633/72,  qualora la variazione dell’imponibile derivi da un sopravvenuto accordo tra le parti.

Entro 12 mesi dall’effettuazione dell’operazione, è possibile emettere una nota di credito per rettificare inesattezze nella fatturazione.

L’emissione della nota di credito è ammessa oltre i 12 mesi dall’effettuazione dell’operazione nei seguenti casi:

  1. In caso di eventi che  portano alla nullità, all’annullamento, alla revoca, alla risoluzione, alla rescissione e   similari della cessione/prestazione (se non derivanti da sopravvenuto accordo tra le parti);
  2. In presenza di sconti e abbuoni già previsti nel contratto originale;
  3. In caso di pagamento (totale o parziale) a seguito di procedure concorsuali o di procedure esecutive non andate a buon fine. (comma 2 art 26 DPR 633/72)

L’emissione della nota di credito non si traduce mai in un obbligo per il cedente o prestatore.

Tuttavia, qualora il cedente o prestatore intenda avvalersi di questa facoltà, il cessionario o committente, che abbia registrato l’operazione nel registro degli acquisti ai sensi dell’art 25 del DPR 633/72, dovrà registrate la variazione ai sensi degli artt. 23 e 24, nei limiti della detrazione operata, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa.

Le variazioni conseguenti all’emissione della nota di credito possono essere effettuate dal cedente o prestatore e dal cessionario o committente, mediante apposite annotazioni in rettifica, rispettivamente nel registro delle fatture emesse/corrispettivi e nel registro degli acquisti.

Ricorrendo i presupposti, la facoltà di cui al comma 2 dell’art 26 DPR 633/72, può essere esercitata anche dai cessionari o committenti debitori d’imposta ai sensi dell’art 17 (reverse charge) o ai sensi dell’art 74 dello stesso decreto (Disposizioni relative a particolari settori) o infine dell’art 44 D.L. 331/93 (operazioni intracomunitarie). In questo caso, gli obblighi di registrazione si applicano solo al cessionario o committente.